15 GENNAIO 201(6)7

É oggi. Si é proprio oggi quel giorno che tanto aspettavo l’anno scorso quando ti dicevo “Immagina quando faremo un anno insieme!”. Sorridevo come se anche se era un giorno lontano, sapevo che noi non saremmo cambiati, sapevo che non mi avresti lasciato. Ma forse era il mio problema principale, il fatto che ti credevo troppo, che mi ero lasciata troppo andare e il fatto che ti volevo troppo.

Ora come ora questo giorno non mi dà emozioni come il resto dei giorni, a parte quei giorni in cui mi passi di fianco e io devo farmi vedere impassibile con lo sguardo fiero e la testa alta, senza incrociare i tuoi occhi. Ma mi fa pensare tanto, questo giorno mi fa pensare di più a ciò che tu starai facendo. Mi chiedo se tu te lo sei ricordato che oggi é il 15, se tu ci hai pensato che oggi ci saremmo baciati per la prima volta, se tu mi hai pensato.

Forse non te ne frega un cazzo o forse un pochino di tempo lo hai sprecato a pensarci, ma quello che fa più effetto é che é passato un anno in cui io tutti i giorni e in tutto ciò che faccio trovo te, ovunque. 

 Un anno per un giorno – Massimo Bisotti

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Vedo quel nostro posto e…

Torno a casa. Sto camminando ascoltando la musica. Ci passo di fianco, di fianco a quel posto. Quello che per noi era tutto ciò che completava le nostre giornate. Ora mi sporgo per vedere meglio e nella mia mente ho la scena di te che aspetti li con il tuo motorino. Ti giri, mi guardi, e da li capisco che sei li per me. Sei li perché sei voluto tornare.

Ma apro gli occhi e ciò che vedo é il nostro posto coperto di erba ghiacciata, senza colori, tutto spento. Vuoto. Solo vuoto. Non c’è traccia di motorini, di persone, di te.

Da quel momento sospiro, prendo le chiavi, spengo la musica, apro il cancello e entro in casa. Ho un sorriso malinconico in faccia come a dire “Anche oggi niente, sono stupida ma é meglio cosi.”

E allora quando entro in casa non ci penso neanche più.

Come quella volta che: “Ho paura di perderti.” e te ne andasti.

sono debole e ne sono consapevole.

Passano i giorni e io non riesco ancora a passare un giorno senza voler incontrarti per strada, per caso. Mi sveglio la mattina e non ho più nessun motivo per dire “Che bello ora mi alzo e la giornata sarà stupenda.”. Vado a scuola pensando solo “Lo incontrerò o no?”, e poi mi rendo conto che le mie giornate si basano solo su quello e mi sento così impotente disperata. Non ho più quella sensazioni del ‘venerdì’, te lo ricordi? Amavo il venerdì perche passavamo tutto io pomeriggio insieme ai nostri amici. Erano i giorni più belli della mia vita. Ora i giorni passano, tutti uguali, tutti allo stesso modo.

Mi sento uno schifo, tu sei andato avanti e io sono ancora qua bloccata. Quando faccio un passo avanti, ne faccio due indietro perche succede qualcosa. Cose stupide che mi ammazzano. Come ieri notte. Sono stata male, ho vomitato, e mentre ero li a piangere con la faccia nel water pensavo a come fosse stato se tu fossi li a dirmi che era tutto apposto, che sarebbe passato. Come quella volta che avevo la febbre e tu volevi baciarmi lo stesso perche non ti interessava se ti fossi ammalato anche tu. 

Stanotte piangevo, mi ero resa conto di quanto fossi messa male. Ti rendi conto? Ho pensato a te, solo a te, e quando ho capito che appena mi fossi sdraiata sul letto e mi fossi tranquillizzata, non avrei mandato nessun messaggio dicendo “sto male e mi sento uno schifo”, e non avrei ricevuto nessuna risposta di conforto, nessuna chiamata. Appena me ne sono resa conto ho capito che tu non ci saresti stato. Quando ti preoccupavi di non farmi prendere freddo, non sarebbe più successo. Mi sono sentita un vuoto immenso. 

E niente, sono messa male ma non ci voglio credere.

ecco…

Giro su tumblr, trovo una frase e mi blocco. Ecco che si spiega tutto.
É proprio quando cerchi di piacere a tutti, che non piaci più a me.

Se solo tu potessi leggerla, sembra una cazzata, sembrano quelle solite frasi che ti dicevo di leggere perché spiegavano tutto ciò che stavamo passando. Tu mi rispondevi che si, era vero, spiegavano tutto, ma come faccio ad essere così stupida? 

Non ti può interessare una frase, una frase che per me era la risposta a tutto. É ovvio che non capivi, come potevi capire? Tu non la vedevi allo stesso modo, tu vedevi tutto più semplice, per te non c’era niente che non andava. 

E questa è una di quelle frasi che tu puntualmente non avresti capito, ma mi avresti dato ragione per farmi stare zitta. Sai perché non l’avresti capita? Perché tanto tu non avresti capito che stavi sbagliando, anche se te lo continuavo a ripetere tu non capivi. Stavi sbagliando, e non so come o con chi ma stavi sbagliando. So che avevi comportamenti diversi ad un certo punto della nostra storia. Volevi piacere agli altri, non volevi essere visto come gli altri vedevano me. La sfigata con due amici (almeno veri) che non esce mai, non fuma, non beve, sempre in casa a studiare e leggere… Tu non volevi essere una persona vera, perche volevi piacere agli altri e puacendo agli altri non piacevi a me. Non posso dire di averti amato in quel periodo perche mentirei. Non so neanche dire se eri te stesso, perche sei sempre stato un po’ fissato su questa cosa di piacere a tutti, quindi sei sempre stato cosi. Ma in quel periodo gli altri erano sopra di me e avevano la precedenza…

be non ci capisco niente, ti ho amato tanto anche quando mi facevi incazzare, ma tu no, in qualsiasi caso in quel periodo amavi più te stesso e la figura che facevi che me.

So benissimo che non avrebbe MAI funzionato, quindi sono felice che sia successo tutto perche sono cresciuta. Pero c’è sempre una cosa che non capisco. Perche tu sei peggiorato? Tu ti sei trasformato in una persona che non sei mai stato, e questo non lo capisco.

5 MONTHS LATER…

Ero consapevole del fatto che le persone non si dimenticano, che tu non saresti mai passato del tutto, e che ti avrei sempre ricordato almeno una volta al mese, con un sorriso o forse con una lacrima. Sapevo che nella mia testa ci sarebbe sempre stato un posto anche per te, ma volevo andare avanti, ecco tutto. 
E sai una cosa? Ci stavo riuscendo, ma non era come le altre volte in cui dicevo di impegnarmi ma in realtà non lo facevo, questa volta, dopo sette mesi, ci stavo riuscendo davvero. 
Mi ero decisa a cancellare le conversazioni con te, tutte quante, dal primo messaggio di quando ci siamo conosciuti fino all’ultimo, l’addio seguito dalla buonanotte. 
E poi anche tutte le foto insieme, quelle serie fatte con la reflex alle feste, quelle con gli amici, quelle nei locali le sere d’estate, i selfie al mare o nei mezzi pubblici e perfino le foto stupide in cui ridiamo. 
Ho cancellato tutti gli screen, le domande su ask in cui parlavo di te, ho smesso di seguirti su Instagram, Facebook e in qualsiasi altro social.
Ho perfino litigato con tutti gli amici in comune, proprio per non avere più contatti, per non sentirmi più parlare di te.
Tanto la nostra storia era finita, avevi cancellato il mio numero, e non saresti mai tornato. 
Mi sentivo più libera. Ci credevo. Non piangevo più per te ogni mattina, pomeriggio e sera, non stavo più sveglia tutta la notte a pensare a come sarebbe stato se avessimo deciso di amarci. 
Non provavo più ogni profumo nei negozi alla ricerca del tuo, non controllavo il tuo profilo ogni dieci secondi per sapere cosa facevi, come stavi, se ti sentivi con un’altra, se eri felice. 
Non mi giravo più se sentivo pronunciare il tuo nome, non scoppiavo più in lacrime se qualcuno ripeteva una frase che dicevi sempre tu, oppure se qualcuno mi parlava di te. 
Non sentivo più quel costante bisogno di te, dei tuoi abbracci, delle tue labbra che non sento da troppo tempo, delle tue mani, le tue guance e tutti i tuoi particolari. 
Avevo dimenticato la tua voce, la tua risata, il battito del tuo cuore, non ricordavo più com’era averti accanto e sentirti respirare. 
Non ero felice, certo che no, ma la tua mancanza non si faceva più sentire così tanto. Mi stavo abituando al fatto che non ti avrei più avuto nella mia vita, mi ero finalmente rassegnata e volevo ricominciare da zero. 
E poi?
Sfiga, destino, chiamatelo come volete. 
Mi hai scritto.
Ma sfortunatamente non sei tornato per restare.
Mi hai scritto una sera tardi, solo una, e basta. 
Mi hai scritto come se fosse niente.
Come se fossimo vecchi amici.
Come se ti mancassi.
Sembravi felice di sentirmi. 
Ma evidentemente avevi solo bisogno di qualche vecchia conoscenza con cui parlare per una serata.
Per te non è stato niente, per me tutto.
Hai ribaltato tutti i miei piani, la vita che mi ero costruita con fatica senza di te. 
E io non voglio più provare a dimenticarti.
Perché so che un giorno tornerai.

Ce la farò?

Non volevo che mi mancassi piú e ho fatto di tutto per riempiermi la vita di cose da fare. Ma ogni momento in cui mi mancavi di meno, iniziavo a mancarmi io. Ci illudiamo di dimenticare e in realtà impariamo soltanto a riempire gli spazi bui.

f*ck

ma tanto non ti posso dimenticare porca puttana! sei stato il primo in tutto, come faccio io a non pensati più? Perche tutti dicono che passerà? Ma cosa deve passare… Il tempo risana le ferite, é vero, però questa regola dovrebbe valere per tutti. Non é possibile che tu sei stato bene da subito, a te non è servito tempo. 

Sono una persona troppo difficile per riuscire a trovare facilmente una persona giusta cosi da poterti dimenticare…